«Le plus profond dans l’homme c’est la peau» scrisse nel 1934 Paul Valéry, scrittore e poeta francese. L’immaginario del corpo si è da sempre legato alla possibilità da parte dell’abito di modificare i confini del corpo stesso, in un certo senso di diventare una vera e propria seconda pelle.
Come la pelle, l’abito è forma, è movimento, è colore, è materia che coinvolge tutti i sensi partendo dal tatto e creando un contatto intimo e profondo.
È sempre la pelle che ci guida in tutto ciò che facciamo, l’istinto, la prima sensazione che ci sfiora. Una collezione fatta di superfici morbide che ci avvolgono in un senso di comfort e ritrovata protezione e di colori intensi e pieni, quasi solidi.
Un omaggio alla delicatezza, alla sensibilità, all’istinto, all’accoglienza.
Modella: Marcella Frisano
Fotografie: Paolo Saglia
Location: L’Orto che Cura, Collegno (TO)